Le pompe sommerse, chiamate anche pompe a immersione, sono dispositivi fondamentali in moltissime applicazioni idrauliche, sia domestiche che industriali. Utilizzate per movimentare liquidi, in particolare l’acqua, svolgono un ruolo essenziale nell’irrigazione, nel drenaggio di ambienti allagati, nella gestione di acque reflue o nel sollevamento dell’acqua da pozzi profondi. Grazie alla loro capacità di trasformare l’energia elettrica in energia cinetica, queste pompe riescono a spingere verso l’alto grandi quantità di fluido, anche da alcuni metri di profondità, garantendo così un flusso costante e controllato.
Ma come funziona una pompa sommersa, esattamente? Qual è il ruolo del galleggiante, quali sono le varie tipologie di pompe e in che modo scegliere la pompa giusta per il proprio impianto? In questa guida completa, esploreremo nel dettaglio tutti questi aspetti, offrendo un quadro chiaro e approfondito, pensato sia per i non addetti ai lavori che per chi lavora nel settore idraulico.
Cos’è una pompa sommersa e a cosa serve
Una pompa sommersa è un dispositivo immerso nel liquido che deve essere movimentato, di solito acqua pulita o acque reflue, ma può trattarsi anche di acque scure o acque nere. A differenza di altri impianti, la pompa viene completamente immersa nel fluido e progettata per funzionare in modo continuo, anche in ambienti difficili come pozzi profondi, cantine, garage o fosse biologiche.
Il corpo pompa è composto da una parte elettrica, che riceve l’energia elettrica tramite un cavo elettrico, e da una parte idraulica, dove l’energia viene trasformata in energia cinetica per far girare un rotore collegato a una girante. Quest’ultima è responsabile del movimento del liquido, che viene così risucchiato dalla griglia di aspirazione e trasportato verso l’alto attraverso il tubo di mandata.
Il principale vantaggio di questo sistema è la possibilità di drenare ambienti allagati, pompare liquidi da pozzi artesiani o cisterne profonde e risalire i liquidi in superficie, anche in condizioni difficili. Le pompe per acque vengono infatti progettate per resistere alla corrosione, spesso con materiali come acciaio inossidabile, e possono trasportare una notevole quantità di fluido in un determinato arco di tempo.
Il funzionamento delle pompe sommerse: principi e componenti chiave

Il funzionamento delle pompe sommerse si basa su un principio relativamente semplice ma efficace: il motore elettrico, alimentato da rete o da un generatore, fa partire la pompa, mettendo in moto la girante, che crea un movimento rotatorio. Questa rotazione genera una depressione che permette all’acqua di entrare nel corpo pompa per poi essere spinta verso l’alto.
Uno degli elementi più importanti è il galleggiante, un dispositivo che regola l’interruttore di accensione e spegnimento in base al livello dell’acqua. Quando l’acqua raggiunge una certa altezza, il galleggiante attiva la pompa; quando scende sotto un livello minimo, la pompa deve essere fermata per evitare di funzionare a secco e danneggiarsi.
In alcuni modelli più avanzati, è presente anche un condensatore, componente elettrico che aiuta la pompa idraulica a partire correttamente, specialmente in impianti a bassa potenza. Questo dettaglio può fare la differenza, in particolare durante il funzionamento continuo o in impianti soggetti a sbalzi di tensione.
Le pompe possono essere progettate per diversi usi: pompe ad immersione per acque nere, pompe per acque chiare, pompe per acque sporche, ognuna con una griglia di aspirazione specifica e un motore adatto al tipo di liquido che la pompa riesce a trasportare. Quando si parla di pompe sommerse, è sempre utile distinguere tra i modelli per uso domestico e quelli industriali, dato che i metri di profondità, il tipo di liquido, la quantità da movimentare e la pressione necessaria possono variare notevolmente.
Installazione e posizionamento della pompa sommersa
Installare correttamente una pompa sommersa significa garantirne la durabilità e l’efficienza nel tempo. La prima regola fondamentale è posizionare la pompa nel punto più profondo del serbatoio, pozzo o vasca, senza che tocchi direttamente il fondo. Questo accorgimento evita che sabbia, fango o detriti possano ostruire la griglia di aspirazione e compromettere il funzionamento della pompa.
Durante l’installazione, bisogna prestare particolare attenzione alla lunghezza del cavo elettrico, che deve essere sufficiente a raggiungere la fonte di alimentazione senza tensioni o connessioni volanti. Inoltre, è fondamentale verificare che la pompa riesca a funzionare in modo corretto, seguendo sempre le istruzioni del produttore e, quando possibile, rivolgersi a un professionista, soprattutto nel caso di pozzi profondi o impianti complessi.
Quando si sceglie una pompa, è essenziale valutare:
- la prevalenza, cioè la capacità della pompa di spingere l’acqua verso l’alto fino a una certa altezza;
- la portata, cioè il volume di liquido trasportato nell’unità di tempo;
- la resistenza alla corrosione se l’acqua contiene sostanze chimiche o sali;
- il tipo di acqua da movimentare: acque pulite, acque reflue, acque nere o acque scure.
Se l’impianto si trova in ambienti critici come cantine soggette ad allagamenti, o se si tratta di pompe per pozzi artesiani, l’intervento di un idraulico esperto può garantire una messa in opera più sicura ed efficiente.
Manutenzione della pompa sommersa e problemi comuni
Una volta installata, la pompa sommersa deve essere controllata almeno una volta all’anno. La manutenzione della pompa prevede in genere lo spurgo del sistema, la pulizia del filtro o della griglia di aspirazione, la verifica del galleggiante e del corretto funzionamento del motore.
La manutenzione della pompa sommersa è particolarmente importante quando il dispositivo viene utilizzato in ambienti ricchi di detriti, sabbia o sedimenti. In questi casi, è facile che il corpo pompa si ostruisca o che la parte elettrica si surriscaldi, facendo scattare il salvavita per la sicurezza elettrica o bloccando la partenza della pompa.
Tra i problemi più comuni che si possono riscontrare:
- la pompa non parte perché è in corto circuito o il galleggiante è bloccato;
- la pompa attacca e stacca continuamente, segno che l’interruttore di livello o il galleggiante non funzionano correttamente;
- la pompa non tira acqua, a causa di un’ostruzione nella griglia, nel tubo o per presenza di aria nel circuito;
- la pompa si blocca dopo lunghi periodi di inattività.
In molti casi, una semplice riparazione della pompa può risolvere il problema, ma se la pompa è bruciata o corrotta da ossidazione, è consigliabile procedere con la sostituzione. Alcuni segnali come rumori anomali, scarsa pressione o arresti improvvisi sono indizi da non sottovalutare.
Come scegliere la pompa giusta: guida alla scelta del modello più adatto
La scelta del modello più adatto dipende da molti fattori, tra cui il tipo di pompa, l’ambiente di utilizzo, la profondità dell’acqua e il tipo di liquido da movimentare. Quando si sceglie una pompa, è utile considerare:
- se si tratta di una pompa per acque chiare o una pompa per acque scure e reflue;
- la prevalenza massima (espressa in metri) che il sistema deve coprire;
- il diametro del tubo e la compatibilità con gli attacchi esistenti;
- la quantità di fluido da movimentare e il tempo necessario a completare il trasferimento.
Esistono elettropompe sommerse adatte anche a condizioni molto gravose, come le pompe immerse in acque acide o ricche di detriti, che utilizzano materiali resistenti alla corrosione e motori ad alta efficienza.
Tra le varie tipologie di pompe, possiamo citare:
- le pompe sommerse per pozzi, progettate per trasportare acqua da profondità importanti;
- le pompe per acque reflue, pensate per trattare acque nere o sporche;
- le pompe per irrigazione, che permettono di sfruttare acque di recupero in modo efficiente;
- le pompe da utilizzare in caso di ambienti allagati, spesso dotate di sensori automatici e interruttori a galleggiante.
Ogni tratta di una pompa progettata con specifiche esigenze: è quindi consigliabile rivolgersi a un professionista o a un rivenditore specializzato per non commettere errori che potrebbero compromettere l’efficienza dell’intero impianto.
Conclusione: un alleato prezioso per gestire l’acqua in sicurezza
Che si tratti di pompare acqua pulita da un pozzo o di drenare un garage allagato, la pompa sommersa rappresenta una soluzione tecnica altamente efficiente, versatile e sicura. Grazie alla sua capacità di funzionare anche a diversi metri di profondità, può essere utilizzata in moltissimi contesti, trasformando l’energia elettrica in energia cinetica per risolvere problemi concreti legati al trasporto dell’acqua e dei liquidi.
Installare e manutenere correttamente la pompa, rispettando le istruzioni del produttore e valutando periodicamente le sue condizioni, consente di prolungarne la durata e ridurre al minimo i rischi di guasti. In ogni caso, ricordarsi che verificare che la pompa funzioni correttamente almeno una volta all’anno è una buona pratica per garantire sempre la massima efficienza e sicurezza dell’impianto.
